Dal 2017 sono attivi frequenti scambi e collaborazioni con il lavoro della C.ie Atou di Anan Atoyama coreografa giapponese di base a Lione(FRA).

Diversi i progetti all'attivo nati dalla collaborazione con gli artisti Francesca Cinalli e Paolo De Santis di Tecnologia Filosofica

Tra questi:

WHITE SHADOWS, trio presentato a Lione nel luglio 2024 presso Amphitheatre aux trois gaules e Isle Barbes nell'ambito d el festival estivo "Tous les monde au dehors" della città di Lione e a Lecce nel settembre 2023, presso il Convitto Palmieri per la rassegna internazionale dell'accademia AMA di Franco Ungaro

ISLAND WITHOUT SEA, dispositivo performativo partecipato sul tema della migrazione lavorato presso Ramdam centro d'arte e di residenza di Lione e presentato a Lione presso il Parc Les Cerisaie nell'estate 2024 nell'ambito della rassegna estiva della città e ad Aosta presso la cittadella dei giovani nell'ottbre 2022

LIMPID SUN creazione site-specific realizzata presso la spiaggia di Shodoshima (JAP) per la triennale d'arte Setouchi 2019

HIDDEN BODY, creazione con la partecipazione del musicista giapponese Keiji Haino, presentata nell'estate 2017 a Firenze nell'ambito del Festival Fabbrica Europa

TECNOLOGIA FILOSOFICA si segnala per l'impegno rivolto a sostenere il lavoro di autrici/autori di pregio sul panorama della ricerca contemporanea così come la creatività di gruppi di giovani artisti emergenti sul territorio.

Il sostegno si può tradurre nell'appoggio amministrativo, nella consulenza artistica, nell'accompagnamento alla creatività, trovando ragione di essere sulla base delle sensibilità e dei bisogni che emergono di volta in volta.

Tra gli artisti associati figurano artisti di spicco sul panorama della ricerca indipendente e giovani emergenti:

ILARIA DRAGO

Attrice, autrice, performer, regista. Premio Nazionale Alghero Donnadi Letteratura   e Giornalismo 2025 nella sezione "Arte e Poesia" per l’opera Circe, una dea contemporaneae la sua attività teatrale e di poeta, Premio Europa e Cultura per il Nuovo Umanesimo (poesia)2019 tra le Eccellenze Italiane è un’artista indipendente, attriceeautrice di riferimento nazionale per il teatro di ricerca contemporaneo. Fondatrice della Compagnia Ilaria Drago, ha collaborato con alcuni fra i più grandi letterati, registi e musicisti contemporanei(fra gli altri Nanni Balestrini, Leo de Berardinis, Paolo Fresu, Roberto Latini, Marcello Sambati).Vincitrice di diversi premi letterari e teatrali ha pubblicato con Nemapress, Avagliano, Fedelo’s, Editoria&Spettacolo, Castelvecchi

.

.

TINDARO GRANATA

Autore, attore e regista Tindaro Granata nasce a Tindari(ME). Nel 2002 inizia il suo percorso artistico con Massimo Ranieri con la messa in scena di Pulcinella per la regia di Maurizio Scaparro. Negli anni collabora con Carmelo Rifici, Roberto Guicciardini, Nikita Milivojevic e Serena Senigaglia. Debutta in qualità di drammaturgo/regista/attore con Antropolaroid, spettacolo sulla storia della sua famiglia, seguito da Invidiatemi come io ho invidiato voi. Al Festival Primavera dei Teatri 2016, presenta in anteprima Geppetto e Geppetto. Considerato una delle scoperte più interessanti del teatro italiano nel 2013 vince il Premio Mariangela Melato come Attore Emergente e  il Premio Fersen alla Regia; nel 2014 il Premio Internazionale Orgoglio Siciliano in Europa come Regia Teatrale 2014 e il Premio F. Enriquez per la Drammaturgia.

.

SILVIA MAI

Danzatrice/pastora d’alpeggio. Il percorso in ambito artistico è segnato dall’incontro con Raffaella Giordano, Silvia Rampelli, Dominique Dupuy, Claudia Dias, e dall’esperienza sulla scena come interprete e autrice.

Dalla matrice performativa inizia la ricerca di strumenti per affinare la percezione e la consapevolezza del movimento nella relazione con lo spazio e il tempo, dirottando passo dopo passo verso un desiderio di concretezza e realtà.

Per alcuni anni si distacca dall’ambiente della danza per entrare nella vita degli alpeggi e della pastorizia, dove abbraccia la vita con gli animali.

Co-vincitrice Premio Dante Cappelletti 2024

.

ORNELLA BAVARO, PIETRO BARBANENTE, SALVO COSCIONE

I tre giovani artisti si conoscono durante gli anni di formazione presso l’Atelier Teatro Fisico a Torino, città in cui vivono e lavorano. Ornella Bavaro nasce a Bari, è una danzatrice interessata alla contaminazione tra le arti. Incontra il butoh e il teatro fisico, approfondisce negli anni una forte ricerca sul movimento. Pietro G. Barbanente nasce a La Spezia, è un attore e performer multidisciplinare. Dopo una breve esperienza giovanile come pittore e scultore, si innamora ed esplora il mondo del teatro e della danza. Salvatore Coscione nasce ad Aversa, è un attore con grande predisposizione al movimento. Il suo stile scenico è basato su un’attenzione profonda per l’azione e l’uso approfondito della voce.

.

.

MADDALENA SIGHINOLFI

Attrice e performer. Nasce a Modena e si trasferisce a Torino, città dove vive tutt’ora, per studiare teatro sotto la guida dell’attore e regista Jurij Ferrini. Negli anni prende parte a vari progetti di alcune realtà del territorio, fra le quali Fertili Terreni Teatro e la compagnia Tecnologia Filosofica. Parallelamente porta a compimento il percorso universitario, laureandosi in Storia dell’Arte. Prosegue la sua formazione teatrale a Milano, incontrando prima il lavoro di Serena Sinigallia e dell’associazione ATIR, poi la realtà della Piccola Università Teatrale diretta da Antonio Mingarelli.
Nel novembre del 2023 vince la II edizione del Premio Nazionale di Drammaturgia “Maricla Boggio”, indetto dall’associazione torinese Teatro al Femminile, con il suo testo inedito “Queste calze sono blu”, da cui trae uno spettacolo che la vede interprete e regista, in sinergia con la musicista Sabrina Boarino. Il neonato duo vince con questo progetto nel 2024 il concorso teatrale all’interno del Festival dell’Arte Spaccata, a Roma, organizzato dalla compagnia Macedonia Teatro e dall’Associazione Culturale Calpurnia. 

progetto tra cinema e danza immaginato da

Stefano Odoardi_regista

Francesca  Cinalli_coreografa

Paolo De Santis_musicista

con i partecipanti al workshop "Paesaggi Interiori"

nell'ambito di Terre da Film Festival_Canelli(AT) 2021

.

.

Un collettivo estemporaneo di giovani e sensibili performer durante il workshop esperienziale tra cinema e danza "Paesaggi Interiori", guidati dalle visioni di Stefano Odoardi, Francesca Cinalli e Paolo De Santis, riflettono tra i filari e i vigneti di Canelli(AT) sulla questione dello sguardo, ispirati dai pensieri di J.Derrida: "Che cosa si vede davvero quando si crede di vedere?"

Il film realizzato grazie alle riprese in soggettiva filmate attraverso gli smarthone dai partecipanti al workshop e impreziosito dalle inquadrature del regista Stefano Odoardi, dai movimenti curati da Francesca Cinalli e dalle visioni sonore di Paolo De Santis, sarà disponibile a breve su piattaforma vimeo.

Link al Docuvideo del workshop Paesaggi interiori_ Canelli(AT), 28 luglio-2 agosto 2021

     

                                              HYDROCOSMOS                                                                                                                PAESAGGI INTERIORI

VR film_ esperienza immersiva tra corpi, suono, luci e ombre

AZZURRA COME LA NEVE

ispirato alla leggenda medievale "Azzurrina"

bambini dai 6 anni

UMANI SI DIVENTA

narrazione | immagine | musica ispirato

bambini dai 4 anni

FRAGOLE E SANGUE

Spettacolo con musica dal vivo tratto da "Fragole e Sangue-Diario di uno studente rivoluzionario" di James Simon Kunen

con Francesca Brizzolara

Batteria e Percussioni dal vivo Filppo Abrate

Co-produzione La Grande invasione

Durata 40 min

SCARICA LA SCHEDA ARTISTICA

GUARDA IL VIDEO


Incontrollabile

Francesca Brizzolara legge Lucia Berlin

da "La donna che scriveva racconti"

Reading dal libro “La donna che scriveva racconti” Ed. Bollati Boringhieri.
A cura di Francesca Brizzolara
Piano sonoro e piano luci Francesca Brizzolara e Renato Cravero
Co-produzione Festival La Grande Invasione

Durata 75 min

Lucia Berlin è stata insegnante, donna delle pulizie, centralinista, infermiera, ha avuto quattro figli da tre uomini diversi, ha abitato in camper, nella New York dei musicisti jazz, in una comune hippie a Berkeley. È stata ricchissima, poverissima, alcolizzata e infine sobria e seria professoressa universitaria. Ma gli scrittori non erano parassiti di esistenze altrui, sfigati che passano il tempo chiusi in una stanza immaginando il mondo, raccontandolo solo per nostalgia e viltà? La vita o la si vive o la si scrive, diceva Pirandello. Lucia Berlin invece ha vissuto, e nonostante questo ha scritto in maniera meravigliosa, fino alla fine. Ha pubblicato per riviste e piccoli editori, e negli ultimi anni ha insegnato a Boulder, all’università del Colorado, adorata dai suoi allievi e dagli amici poeti ma sconosciuta alla maggior parte dei lettori. È morta nel 2004, a 68 anni, ... è diventata uno degli scrittori più importanti del Novecento americano. Da La donna che scriveva la vita-Repubblica.it di Elena Stancanelli (febbraio 2016)

Francesca Brizzolara, attrice e madre, si addentra nell’universo biografico della Berlin, attraverso la lettura e l’interpretazione di alcuni tra i più significativi racconti della scrittrice: “Stelle e Santi”, “Il Dottor H.A. Moynihan”, “Incontrollabile” e “Carpe diem”, tanti piccoli quadri di una vita difficile, ma riattraversata con un finissimo senso dell’umorismo.
Protagonista è la narratrice onnisciente che di volta in volta è una bambina con la scoliosi che porta il busto e si sente una santa, una madre alcolizzata, una casalinga in menopausa... in dialogo con vari altri personaggi secondari, ma ben delineati e diversissimi tra loro: un camionista dalle cosce enormi incontrato in una lavanderia a gettoni, la suora di una scuola cattolica, il nonno dentista anch’esso alcolizzato... ecc.
Una varietà di situazioni e di stati d’animo in cui molte donne si possono riconoscere, alle prese con la vita di tutti i giorni, con le proprie debolezze più o meno invalidanti, cercando di mandare avanti la famiglia senza rinunciare ai propri sogni. Riuscendo anche a cogliere un senso, leggero e profondo, da tutto ciò.

SCARICA LA SCHEDA SPETTACOLO

GUARDA IL VIDEO


Principianti

Recital tratto da " Principianti" di Raymond Carver

a cura di Renato Cravero e Raffaellea Tomellini

Co-produzione Viartisti Teatro

Durata 30 min

Principianti è la versione originale della seconda raccolta di racconti di Raymond Carver, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, pubblicata nel 1981. In quell’occasione l’editor Gordon Lish aveva tagliato più del cinquanta per cento del testo, cambiando molti titoli e finali. Oggi possiamo leggere finalmente i racconti nella loro ricchezza e complessità originarie, per scoprire le ragioni che hanno reso Raymond Carver uno dei maggiori scrittori americani del Novecento.
Abbiamo scelto di leggere alcuni racconti in cui la coppia è protagonista: attraversa crisi, fallimenti economici, tradimenti, sempre barcollando, ma restando in piedi:
come per miracolo si riassetta, si riveste e continua a vivere, come se nulla fosse accaduto - anche se invece è accaduto.

SCARICA LA SCHEDA ARTISTICA


Dal Romanzo al Cinema

format di reading-concerto nati da testi che hanno dato origine a sceneggiature di film. Le letture possono essere presentate singole o in abbinata al suindicato "Fragole e sangue":

FIGHT CLUB

Reading a cura di Renato Cravero

tratto da "Fragole e Sangue-Diario di uno studente rivoluzionario"(1968) di James Simon Kunen e "Fight Club"(1996) di Chuck Palahniuk, due libri che hanno dato vita a due film "Fight Club" diretto da da David Fincher (1990) e "Fragole e Sangue" (1970) che a distanza di una trentina di anni raccontano e criticano la società americana

Piano sonoro Renato Cravero

Co-produzione Morenica-Cantiere Canavesano / La Grande Invasione

Durata 20 min

SCARICA LA SCHEDA ARTISTICA

________________________________________________________________________

JULIETA

Reading tratto da Silenzio di Alice Munro

con Francesca Brizzolara e Viridiana Casali

Piano sonoro Francesca Brizzolara

Rielaborazione drammaturgica Viridiana Casali

Co-produzione La Grande Invasione

Durata 35 min

 

 

 

EFFETTO SERRA

di e con_Aldo Torta e Stefano Botti

elaborazione piano sonoro_Paolo De Santis

Produzione_Tecnologia Filosofica

 

"Ti sono così vicino che mi manca il respiro, quasi mi soffochi. Ho bisogno d'aria. La temperatura sale. Stai superando la misura, spostati. Mi rimetto a poso la cravatta, la giacca mi sta così stretta che quasi non respiro. Non faccio una piega, mi sta da Dio. La mia chioma non basta per assorbire l'eccesso".

Una casetta per le piante, uno spazio vivibile poco più grande di un metro cubo. Due alberi in giacca e cravatta. Tracce sparse di segatura.

         

Un piccolo esperimento in cui due uomini si ritrovano in una piccola serra per le piante, divenendo essi stessi ironiche cavie che esplorano il limite tra la coabitazione e l'asfissia. E per chi guarda è osservare da fuori due esseri in gabbia, in equilibrio precario tra mondo vegetale e animale. Un lavoro che si lascia suggestionare da macro temi sempre attuali come lo sfruttamento dell'Ambiente, la Sovrappopolazione, il surriscaldamento del Pianeta, per un'indagine su come tutto questo influenzi il microcosmo dell'esistenza umana. La performance vuole essere la parabola dello sradicamento dell'Uomo dalla Natura, dell'allontanamento dalle proprie radici, fino all'inquinamento delle relazioni umane.


IL VIDEO 

YY

di e con_Stefano Botti e Aldo Torta

Sguardo esterno_Massimo Guglielmo Giordani

Produzione_Tecnologia Filosofica

co-produzione_Festival Interplay /Mosaico Danza

 

selezionato da_Vetrina Giovane Danza d'Autore '08 ed Explò '09

"Tra esercizi ripetuti quasi a memoria, può succedere che a sorpresa ci si ritrovi a galleggiare nell'abitudine. Bisogna tirare e sollevare diverse volte, ripetere la spinta e poi farsi portare. Ci si capisce al volo, tutto sta procedendo per il meglio. Una spinta più forte, il tempo di rallentare e ci si ritrova da capo".

In un luogo immaginario, un'isola deserta in mezzo all'oceano o forse solo su una battigia, un  bagnino e un bagnante trascorrono il tempo passando da un gioco ad un altro. Chi salva chi? Chi si salva?

YY è un duo danzato in cui un bagnino e un bagnante si trovano ad interagire in una relazione di intesa, di gioco, di frizione, di attesa e complicità.

Con, forse, un riferimento al voyeurismo estivo.

Il duo proposto per la prima volta al festival Interplay 2008 e selezionato per la vetrina Anticorpi prende spunto dal lavoro di ricerca fisica curata da Aldo Torta e Stefano Botti, autori e interpreti con lo sguardo esterno di Massimo Guglielmo Giordani

foto ©Andrea Macchia

 


IL VIDEO (outdoor version)

(indoor version)

LE RECENSIONI

Nella serata dedicata ai giovani talenti selezionati dal network italiano di danza Anticorpi, ecco, amabile e divertente, YY dei torinesi Aldo Torta e Stefano Botti di Tecnologia Filosofica. Un bagnino e un bagnante su una spiaggia, un divertente e spensierato duetto fra ragazzi: abbracciarsi, saltarsi addosso, sollevarsi sempre sul filo sottile dell'ironia e dell'affetto, con una strizzata d'occhio all'esibizione fisica estiva
Sergio Trombetta, DANZA&DANZA, Luglio/Agosto 2009
Nuova edizione a Torino del Festival Interplay....rimarchevoli le schermaglie amorose e dinamiche del duo YY di Aldo Torta e Stefano Botti....
Chiara Castellazzi, TuttoDanza, Estate 2009
“Il cromosoma maschile è un duo, un bagnante ed un bagnino. Nel silenzio i due interagiscono cerchiando lo spazio con movimenti di intesa, di frizioni, di pressioni corporee, gli sguardi sono complici, ironici, a volte dubbiosi, straniti, come in un gioco, in una relazione non compresa. Quando una musica brasiliana prende il via, si scatena una danza simultanea nella gestualità e nei passi. Iniziano quadri in movimento, paradossali ed ironici.Sguardi standardizzati, sorrisi plastificati, gesti robotici che creano un momento davvero esilarante. Un gioco a due che spezza la monotonia del vivere quotidiano mnemonico”.
Paola Spedalieri, Arteatro.eu, 22 ottobre 2011

PLAY

spettacolo multimediale per l'infanzia

musiche e regia_Marco Amistadi

performer_Simona Ceccobelli, Marco Amistadi

oboe e live electronics_Marco Amistadi

.

oggetti interattivi, software_Francesco Bianchi, Alessandro Merlo, Marco Amistadi(CoMETlab)

Luci_Cristian Perria

Produzione_Tecnologia Filosofica /Refrain

in coproduzione con_MITO / Settembre Musica / Unione Musicale / Rivolimusica

 

Play è un percorso nella fantasia del suono: come immaginiamo un suono? giallo, come ha fatto Kandinskij? Grande o piccolo, dolce o amaro?

musicisti danzatori e tecnici provano a rappresentarlo con l'aiuto della danza, della musica e di speciali installazioni luminose-sonore interattive.

Play significa giocare, ma anche recitare, suonare, avviare un video o un disco.

Un viaggio fantastico attraverso suono, movimento e immagine per raggiungere quel luogo impalpabile dove ogni musica ha origine.

Lo spettacolo nasce da una commissione del festival Mito Settembre Musica per una produzione basata sui contenuti musicali:

da qui, l'assenza di testo e l'idea di creare una performace interattiva e multimediale.

il lavoro ha debuttato il 16-17 settembre 2017 presso la Casa TRG di Torino e il Teatro Litta di Milano nell'ambito di Mito/Settembre Musica 2017.

Leggi l'articolo di Franca Cassine su La Stampa


Scarica la scheda artistica

Il Video

 

ALICE

Teatro, musica e danza dai racconti di_Lewis Carroll

Adattamento del soggetto originale a cura di_Marco Amistadi

Figurini in legno realizzati da_Rajan Craveri

Regia, musiche originali, live elettronics a cura di_Marco Amistadi

Con_Thuline Andreoni e Elena Valente

.


Produzione_Tecnologia Filosofica / Refrain in collaborazione con_Unione Musicale di Torino  |  target: bambini dai 3 agli 8 anni

 

Alice è la rilettura teatrale per bambini dell'originale di Lewis Carrol.

In scena si fondono danza, teatro, musica e video.

Alice parla, danza, gioca tra personaggi che appaiono e scompaiono; bambine che parlano e bevono il tè.

Un universo magico, folle, poetico, vivo, straniante, ironico...insomma il mondo di Alice proprio come ce lo immaginiamo!

 


IL VIDEO

 

LA MONTAGNA DEI SETTE VETRI

 
con_Thuline Andreoni e Marco Amistadi
 
Spettacolo di_Marco Amistadi
 
Musiche, live electronics, testo e Regia di_Marco Amistadi
Figurini di_Simona Balma Mion, animati in scena da_Thuline Andreoni
 
Produzione_Tecnologia Filosofica / Unione Musicale / Refrain

 

 

La montagna dei sette vetri è una fiaba tradizionale piemontese, ma la messa in scena che ne è stata fatta non è una semplice narrazione di un testo popolare. L'interazione tra arte visuale, musica e teatro è alla base del lavoro, come lo è l'unione fra tradizione e innovazione.

La tradizione risiede nella scelta stessa di raccontare una fiaba, nel testo in rima, nella presenza di canto e strumenti acustici. L'innovazione nel video, sostituto dei più comuni burattini e marionette, e nella musica, miscelata con elementi elettronici. Avvolti dalle immagini proiettate, i due attori, come nella consuetudine popolare dei cantastorie, svolgono ogni ruolo necessario allo spettacolo. Divengono di volta in volta narratori, musicisti, commedianti, burattinai. Tutto si unisce in un teatro d'immagine che usa cartoni animati e giochi sonori, mettendoli accanto a fiaba e a musica, nate molto tempo prima, ma ancora protagoniste della vita infantile.

 


IL VIDEO

 

LE TESTE DI PALLINO

dalla vita e dalle opere di_Carlo Brizzolara

di e con_Francesca Brizzolara e i Burattini di Carlo

collaborazione alla drammaturgia_Viridiana Casali

Piano sonoro_Paolo De Santis

Sguardo esterno_Renato Cravero

Produzione_Morenica Cantiere Canavesano /C.ie SensoUnico /Tecnologia Filosofica

 

Le Teste di Pallino sono i burattini che Carlo Brizzolara (1911-1986) paracadutista nella Folgore ad El Alamein, si è portato dietro dal campo di concentramento di Geneifa in Egitto, dove fu internato quattro anni come prigioniero durante la seconda guerra mondiale

I burattini ideati da Carlo cominciarono la loro vita di personaggi grazie alle storie fornite da un certo Capitan Pallino, avventuriero e combattente prodigioso, compagno di Carlo in quel rettangolo di filo spinato. Questi attori in cartapesta sono ancora vivi e dopo anni negli scatoloni sono stati riportati alla luce dalla nipote dell'autore, l'attrice Francesca Brizzolara che attraverso la loro storia ha cominciato una ricerca personale sulla figura del nonno-scrittore.burattinaio. La dolcezza del ricordo dell'affezionata nipote Francesca si intreccia con l'arida crudeltà del campo di prigionia e con l'umanità che riemerge dai ricordi dei compagni che hanno condiviso quella tremenda esperienza.

I burattini testimoniano lo spirito di sopravvivenza che spinge l'uomo, attraverso la creatività, a salvaguardare la propria dignità anche nelle situazioni più difficili. Di fronte ad un utilizzo così necessario del linguaggio teatrale, nasce la riflessione sul ruolo contemporaneo dell'artista. Nel lavoro si intrecciano 3 piani: quello della storia della guerra/prigionia, con l'ideazione del teatro di burattini nel campo di El Alamein; quello dei ricordi legati alla figura del nonno, nutriti da lettere e materiale privato della famiglia; e quello dei testi tratti dall'opera che ha lasciato l'autore: le commedie per burattini, molte delle quali ideate nel periodo della prigionia, raccolte ne "La minghina bastonata" e nei racconti "la vita è sport".


RECENSIONI

il 14 aprile 2011 Le Teste di Pallino è stato presentato alla Vetrina del festival "Il Gioco del Teatro" di Torino dove ha ricevuto una menzione speciale dall giura "per l'elevata qualità artistica del progetto"

"Intramontabili Burattini: Le Teste di Pallino ci ha introdotto nel mondo felliniano delle teste di legno che tanto sanno affascinare, a tutte le età. In questo lavoro c'è anche un'intenzione biografica dell'autrice e manipolatrice: Francesca Brizzolara ha ripescato la vita del nonno burattinaio e scrittore, che è riuscito a organizzare una tournè del suo piccolo spettacolo in baracca nel campo di concentramento dove fu prigioniero durante la guerra. Nello spezzone da noi visto c'era un bell'equilibrio tra la parte della storia umana di Brizzolara e quella fantastica, quindi questa storia promette bene". Rivista on-line di teatro ragazzi EOLO, Aprile 2011


IL VIDEO

NIJI_una preghiera

di_Francesca Cinalli e Paolo De Santis

Coreografia e danza_Francesca Cinalli

Musiche_Paolo De Santis

Luci_Agostino Nardella

Sguardo esterno_Doriana Crema

Produzione_Tecnologia Filosofica    |    si ringrazia_IAT-Gong di Genova, scuola di Danza, musica e teatro dei popoli e delle culture

PREMIO DELLA CRITICA ERMOCOLLE 2012

"giocate liberamente, studiate il cammino...e vedrete il vento"  Maestro Zeami, Teatro No, secolo XV 

Una preghiera ispirata al tempo e alle sue metamorfosi tra Oriente e Occidente, fra tradizione e rito. Una ricerca sul corpo e sulla voce in un connubio di culture: dalle suggestioni della danza butoh e della danza marziale indiana Kalarippayat, alla trance rituale dei dervisci rotanti, attraversando i sentieri della tradizione con canti giapponesi, messicani e del suditalia.

     

Niji, in cinese antico significa riconoscere il tempo: è l'istante in cui decidiamo, l'hic et nunc...da adesso in avanti. Una grande maschera ovoidale contiene e schiude a poco a poco il mistero del tempo: in essa, sogni, idee filosofiche, ricordi d'infanzia e stati emozionali prendono forma nel corpo e sono portati in scena attraverso i segni di una danza ipnotica. Lo spettatore è accompagnato in un viaggio onirico verso il superamento in cui il lento, delicato processo che va dall'utero materno alla nascita conduce alla morte e alla successiva rinascita, passando in rassegna il giudizio, le paure, gli egoismi, i fallimenti e le vittorie che per ironia della sorte capita di incontrare in quell'unico sensibile percorso chiamato vita.

Ricerca stilistica: dalle suggestioni della danza butoh giapponese, e della danza marziale Kalarippayat, alla trance rituale dei dervisci roteanti dell'Asia minore. Gli elementi scenografici, semplici ed essenziali, restituiscono immagini evocative che prendono vita e si trasformano all'interno di un luogo neutro dove il linguaggio della danza e le atmosfere della musica creano salti nel tempo e nello spazio. Lo spettacolo si arricchisce di contenuti preziosi donati dal canto(fonti provenienti dalle tradizioni orientali e occidentali, giapponesi, messicane e del suditaia), da un gramelot che regala i colori e i suoni di una teatralità popolare legata alla terra e alle radici e dalle sfumature di un paesaggio sonoro lirico e intenso, creato dal vivo.

foto ©Ermocolle2012; ©IIC Jakarta2015; ©Francesco Angelone; ©San Servolo dance meeting2012; ©Fiamma Grenni; ©MargotMome


IL VIDEO

LE RECENSIONI

“uno spettacolo di raffinata qualità, teatro danza senza confini geografici, con una musicalità intensa, dolce, ritmica, e di speciale energia, con suggestioni da mondi diversi, una ritualità colta e avvolgente, intima e comunicativa, una creazione dalla limpida originalità espressiva che pare sintetizzare per vie segrete il legame con la terra, una preghiera di movimento e voce, gesti e canto, bravissima Francesca Cinalli e, con lei, Paolo De Santis”.
Giuria PREMIO ERMOCOLLE 2012, Torrechiara (PR), 12 agosto 2012
Un assolo intenso che, spaziando dalla butoh alla danza marziale indiana kalarippayat, si interroga sulla capacità di vivere il qui e ora ricercando nell’intersezione fra culture nostre e lontane….interagendo con un apporto musicale curato, la piece incarna tanti archetipi e immagini femminili senza discontinuità, senza riferimenti obbligati, senza gesti che non rivelino una sentita elaborazione personale, sul registro della poesia.”
Chiara Castellazzi, Tuttodanza, n°4 Inverno 2006/2007
-“Una sintesi davvero originale di cultura orientale e occidentale….ci riporta ad una dimensione antica, ideata e interpretata da una performer polivalente che spazia tra gli universi della danza, della parola e del canto….in un tempo dilatato per far meglio assaporare quel che c’è tra un’azione e l’altra della propria vita”
E. Romanelli, Presentazione a Percorsi d’Autore 07, (VE, Fondamenta Nuove)21 aprile 07
-“ ….Tecnologia Filosofica rappresenta "la Compagnia torinese emergente": da tempo il collettivo lavora su temi eterni e impalpabili di casa nella letteratura e nella poesia di ogni tempo e paese…. di essa fa parte Francesca Cinalli, autrice in proprio di deliziose epifanie in gallerie di tendenza, come Mazzini 41 di Federica Rosso”.
Claudia Allasia, Repubblica, 19 gennaio 2009

IN SUPERFICIE

di_Francesca Cinalli e Paolo De Santis

Coreografia e danza_Francesca Cinalli

Piano sonoro_Paolo De Santis

Luci_Cristian Perria

Produzione_Tecnologia Filosofica

si ringrazia per il sostegno e l'ospitalità Mosaico Danza, La Piattaforma teatro coreografico torinese, Morenica Cantiere Canavesano, Theatre Durance di Château Arnoux (projet transfrontaliere C.A.T.), Pavillon Noir di Aix en Provence, C.ie Genevieve Sorin di Marseille, Reiss arti Performative, Bagni Pubblici di Via Agliè - Torino

PREMIO ERMOCOLLE 2016, palio poetico teatrale musicale

"L'atto del pulire è legato alla creazione. Esso è positivo, potente, non il semplice mezzo per togliere via lo sporco" L'attore invisibile /Yoshi Oida

        

In Superficie è un lavoro dedicato al significato profondo che sta dietro all'atto del pulire. Un lavoro "al femminile" esplorato in una dimensione tra il pubblico ed il privato. il contrasto tra il pulito e lo sporco, il bianco e il nero, l'illuminazione e l'oscurità si gioca su un ideale campo di battaglia: il bagno, vero e proprio tempio domestico dei giorni nostri. Ispirati dalla quantità di immagini e parole che il tema dell'igiene personale ha prodotto nel corso del tempo: dalle cartoline francesi, alle pubblicità del sapone, dai cataloghi degli idraulici, alle storie sui fidanzati sporchi, sino alla doccia e al rito della vasca da bagno, scorrono come in un film muto sequenze del quotidiano tragicomico, in un concerto per bidet, stura-lavandini, tubature e interferenze radio.

"Un teatro di danza" nel quale danzano anche gli oggetti della quotidianità: una volta agiti, essi trasfigurano, diventano altro, come rivelano peraltro i turbamenti dell'arte contemporanea femminile dagli anni'80 ad oggi. L'ambiente sonoro gioca con "le sporcature" prodotte dalla sovrapposizione di suoni e rumori domestici, perlopiù sgradevoli, e le interferenze radiofoniche con arie di provenienza operistica,...a quanto pare le più indicate per poter svolgere un buon lavoro di pulizia.

foto in urbana ©Luca Giabardo |  foto in teatro ©Gaetano Lo Presti, ©Giorgio Sottile, ©Ewa Gleisner

 


VIDEO


LE RECENSIONI

"La danzatrice Francesca Cinalli con il paesaggio sonoro di Paolo De Santis riesce, in passaggi che rivelano un'intensa potenza espressiva, a ironizzare sul nostro bisogno spesso ossessivo di pulizia, di igiene, ma anche a svelare la voglia di sognare, di portare la mente altrove, intrecciando gesti automatici della quotidianità e desideri di sperimentare una vita diversa, sapendo far sorridere con una creazione originale e molto coinvolgente".
Castello di Torrechiara(PR), 12 agosto 2016 Motivazione della giuria Critica, Palio poetico Ermocolle 2016
"Divertente, ironico, coinvolgente. Qual è il rapporto che ciascuno di noi ha con il bisogno di pulizia? Si mette ordine "in superficie" forse per nascondere qualcosa? Rispecchiamenti tra fuori e dentro tra visibile e invisibile, quanto si svela o si nasconde?  Brani musicali noti e avvolgenti si alternano a suoni d'acqua, bolle rimbalzanti, rumori di una quotidianità appartata tra gorgoglii di tubi e brontolii di condutture,...in ginocchio?...sembra ci sia bisogno di una rassicurazione cerimoniale e invece ecco la filastrocca: "Apelle, figlio di Apollo"...la Cinalli danza con elegante energia il riscatto di una quotidianità ripetitiva. Pulire...pulire anche se stessi su un podio con un morbido piumino, vivere contemporaneamente realtà e immaginazione: con un sorriso, la danzatrice toglierà il tappo dal bidet, sulla scia di lunghi e divertiti applausi del pubblico".
Valeria Ottolenghi, Gazzetta di parma, 5 agosto 2016 Lesignano de'Bagni(PR)

GYMNASIUM

di_Stefano Botti e Aldo Torta

Regia_Stefano Botti

con_ Francesca Cinali, Rebecca Rossetti, Stefano Botti, Renato Cravero, Aldo Torta

Rielaborazioni musicali_ Paolo De Santis

Luci_Cristian Perria

Produzione e allestimento_Tecnologia Filosofica con il sostegno di Sistema Teatro Torino 2008

.

GYMNASIUM è una palestra metaforica, un "luogo" di preparazione e di passaggio. Il focus della ricerca è diretto ad indagare il pianeta giovanile: disorientamenti, turbamenti e trasformazioni legate allo sviluppo del corpo che si prepara si mostra e si confronta in un periodo di continui cambiamenti ed instabilità. Il "corpo giovae", la relazione che abbiamo con esso, con i modelli estetici che ne condizionano il pensiero sono i temi affrontati nello spettacolo, ambientato in uno spogliatoio, luogo di passaggio, di sosta e di nudità. Ci si arriva con un'identità, con un ruolo, con un costume: lì, si fanno i conti con il corpo che si spoglia, che ritrova la sua neutralità...ma è appunto un luogo di transito verso altro...ed ecco allora che da zaini ed armadietti escono altri costumi, altri ruoli, altre identità in un caleidoscopio di visioni, personaggi e suggestioni adolescenziali legate al mondo dei fumetti, dei videogiochi, della TV e dello sport. GYMNASIUM vuole essere una lente di ingrandimento su questa frazione di nudità, in cui il corpo diventa l'unico costume con cui identificarsi.

Video GYMNASIUM | Officine Caos - Torino | 2008

Contatti

Tecnologia Filosofica

Corso Giulio Cesare 14
Torino, TO, 10152
ITA

  +39 011 655073

  

  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  contact