LA MONTAGNA DEI SETTE VETRI

 
con_Thuline Andreoni e Marco Amistadi
 
Spettacolo di_Marco Amistadi
 
Musiche, live electronics, testo e Regia di_Marco Amistadi
Figurini di_Simona Balma Mion, animati in scena da_Thuline Andreoni
 
Produzione_Tecnologia Filosofica / Unione Musicale / Refrain

 

 

La montagna dei sette vetri è una fiaba tradizionale piemontese, ma la messa in scena che ne è stata fatta non è una semplice narrazione di un testo popolare. L'interazione tra arte visuale, musica e teatro è alla base del lavoro, come lo è l'unione fra tradizione e innovazione.

La tradizione risiede nella scelta stessa di raccontare una fiaba, nel testo in rima, nella presenza di canto e strumenti acustici. L'innovazione nel video, sostituto dei più comuni burattini e marionette, e nella musica, miscelata con elementi elettronici. Avvolti dalle immagini proiettate, i due attori, come nella consuetudine popolare dei cantastorie, svolgono ogni ruolo necessario allo spettacolo. Divengono di volta in volta narratori, musicisti, commedianti, burattinai. Tutto si unisce in un teatro d'immagine che usa cartoni animati e giochi sonori, mettendoli accanto a fiaba e a musica, nate molto tempo prima, ma ancora protagoniste della vita infantile.

 


IL VIDEO

 


RECENSIONI

L’originalità della proposta sta nel fatto che si assiste in diretta alla creazione di un lungometraggio animato, con gli attori-musicisti […] Marco Amistadi: quest’ultimo è un geniale tuttofare, in quanto anche autore delle musiche, rumorista, polistrumentista, live-electronics e regista. L.O., LA STAMPA  TorinoSette
Lo spettacolo getta un ponte tra la tradizione fiabesca e l’innovazione scenica: un ponte che, a ben vedere, è insito nei generi del Teatro di Animazione e del Teatro di Figura, discipline performative le cui soluzioni tecniche hanno costituito i primordi del cinema. Un ponte, oltretutto, che unisce nella direzione inversa il Cinema di Animazione a una tradizione teatrale di figura, colore e incanto visivo. Valerio Rupo,  Teatrionline
Un teatro multimediale e a colori, quello proposto da Thuline Andreoni e Marco Amistadi. La loro “Montagna dei sette vetri”, tratta dal folklore piemontese, è una commistione assai dilettevole di linguaggi differenti: arte visuale, musica e parola. […] «Tradizione e innovazione – scrive Amistadi nelle sue Note – qui si riuniscono: tradizione nella scelta stessa di raccontare una fiaba, nel testo in rima, nella presenza di canto e strumenti acustici; innovazione nell'utilizzo di videoproiezioni e strumenti musicali elettronici». Matteo Tamborrino, Eolo

- Quali sono le opportunità per chi […] si rivolge ad un pubblico di bambini? Quali i rischi?
- I lavori, teatrali o musicali, rivolti ai bambini richiedono grande attenzione. Bisogna pensare diversamente rispetto a quando si crea per gli adulti. Con gli adulti si dà per scontato che sceglieranno in base alle loro preferenze […]. Con i bambini è tutto diverso. Bisogna capire immediatamente a quale pubblico ci si rivolge. I bambini molto piccoli hanno bisogno di immagini, dolcezza, fantasia, perché devono imparare tutto, e sono voraci di nuovi stimoli, ma delicati e sensibili. I bambini più grandi vogliono sondare il mondo dei ragazzi e dunque aspirano a concretezza ma anche a divertimento, fantasia, avventura, intelligenza. I ragazzi, poi, sono impegnati a dominare le emozioni date dalla loro condizione di quasi-adulti e hanno bisogno di dubbi, occhio critico e, infine, risposte. Bisogna calibrare tutto molto attentamente, ma se si fa centro, ragazzi e bambini, dalla scuola materna ai licei, sono il pubblico più attento e appassionato che ci sia.
Gabriella Gallafrio, Unione Musicale, Intervista a Marco Amistadi,  intervista a Marco Amistadi

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