CANZONI DEL SECONDO PIANO

concept_Francesca Cinalli e Stefano Botti

progetto coreografico_Francesca Cinalli

con_ Francesca Brizzolara, Stefano Botti, Francesca Cinalli, Renato Cravero, Paolo De Santis, Aldo Torta, Elena Valente

Musiche e piano sonoro_Paolo De Santis | Rielaborazione testi canzoni_Francesca Brizzolara

Luci_Cristian Perria | Video_Martino Cipriani

Consulenza scenotecnica_Lucio Diana | Sguardo esterno_Doriana Crema

Produzione e Allestimento_Tecnologia Filosofica

Co-Produzione_ Spazi per la danza contemporanea'09/ETI | Morenica Cantiere Canavesano | Theatre Durance, Projet CAT, confronti artistici transfrontalieri

Spettacolo selezionato da CDC - Les Hivernales, Festival di Avignone 2010 in rappresentaza della Regione Piemonte

Spettacolo presentato a La Piattaforma di Torino Danza 2011 | Tour in Usa, Los Angeles 2011 - Theatre Raymond Kabbatz

CANZONI DEL SECONDO PIANO muove dalle suggestioni e dai colori di un titolo "Songs from the second floor" cortometraggio del regista svedese Roy Andersson e dall'immaginario che quel titolo evoca e porta con sè. Il lavoro è il piano sequenza coreografico di un ideale condominio grottesco e surreale abitato da anime in continuo movimento, pesci di un onirico acquario alle prese con smarrimenti, fragilità, incoerenze e minuscole meschinità quortidiane da svelare in punta di piedi. Uno spaccato di vita quotidiana attraverso una simultaneità di piani(coreografici, narrativi, espressivi, musicali) volti a creare sulla scena invisibili connessioni. La colonna sonora originale suonata e cantata dal vivo, muove dalla citazione di testi della canzone italiana: Mina, Giuni Russo, Ornella Vanoni, rivisitate e rielaborate in chiave personale. L'elemento scenografico fa leva sulla forza evocativa della porta, simbolo di una quotidianità precaria, traslocante, costantemente in movimento.

Video CANZONI DEL SECONDO PIANO 2009 | Fondazione TRG | Spazi per la danza'09 - Torino

Video CANZONI DEL SECONDO PIANO 2011 | Theatre Durance, Chateau Arnoux(FRA) | Projet CAT


GYMNASIUM

di_Stefano Botti e Aldo Torta

Regia_Stefano Botti

con_ Francesca Cinali, Rebecca Rossetti, Stefano Botti, Renato Cravero, Aldo Torta

Rielaborazioni musicali_ Paolo De Santis

Luci_Cristian Perria

Produzione e allestimento_Tecnologia Filosofica con il sostegno di Sistema Teatro Torino 2008

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GYMNASIUM è una palestra metaforica, un "luogo" di preparazione e di passaggio. Il focus della ricerca è diretto ad indagare il pianeta giovanile: disorientamenti, turbamenti e trasformazioni legate allo sviluppo del corpo che si prepara si mostra e si confronta in un periodo di continui cambiamenti ed instabilità. Il "corpo giovae", la relazione che abbiamo con esso, con i modelli estetici che ne condizionano il pensiero sono i temi affrontati nello spettacolo, ambientato in uno spogliatoio, luogo di passaggio, di sosta e di nudità. Ci si arriva con un'identità, con un ruolo, con un costume: lì, si fanno i conti con il corpo che si spoglia, che ritrova la sua neutralità...ma è appunto un luogo di transito verso altro...ed ecco allora che da zaini ed armadietti escono altri costumi, altri ruoli, altre identità in un caleidoscopio di visioni, personaggi e suggestioni adolescenziali legate al mondo dei fumetti, dei videogiochi, della TV e dello sport. GYMNASIUM vuole essere una lente di ingrandimento su questa frazione di nudità, in cui il corpo diventa l'unico costume con cui identificarsi.

Video GYMNASIUM | Officine Caos - Torino | 2008



LA MONTAGNA DEI SETTE VETRI

 
con_Thuline Andreoni e Marco Amistadi
 
Spettacolo di_Marco Amistadi
 
Musiche, live electronics, testo e Regia di_Marco Amistadi
Figurini di_Simona Balma Mion, animati in scena da_Thuline Andreoni
 
Produzione_Tecnologia Filosofica / Unione Musicale / Refrain

 

 

La montagna dei sette vetri è una fiaba tradizionale piemontese, ma la messa in scena che ne è stata fatta non è una semplice narrazione di un testo popolare. L'interazione tra arte visuale, musica e teatro è alla base del lavoro, come lo è l'unione fra tradizione e innovazione.

La tradizione risiede nella scelta stessa di raccontare una fiaba, nel testo in rima, nella presenza di canto e strumenti acustici. L'innovazione nel video, sostituto dei più comuni burattini e marionette, e nella musica, miscelata con elementi elettronici. Avvolti dalle immagini proiettate, i due attori, come nella consuetudine popolare dei cantastorie, svolgono ogni ruolo necessario allo spettacolo. Divengono di volta in volta narratori, musicisti, commedianti, burattinai. Tutto si unisce in un teatro d'immagine che usa cartoni animati e giochi sonori, mettendoli accanto a fiaba e a musica, nate molto tempo prima, ma ancora protagoniste della vita infantile.

 


IL VIDEO

 

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